Sulla stessa altura sorgeva l’Alcázar: una fortezza di origine musulmana trasformata nei secoli in residenza reale, la casa degli Asburgo di Spagna. Vi era conservata una parte importante della collezione reale di dipinti.
La notte di Natale del 1734 l’Alcázar prese fuoco. L’incendio durò giorni e distrusse buona parte dell’edificio e centinaia di quadri, fra cui opere di Velázquez e Rubens; ciò che restava in piedi fu demolito.
Filippo V, primo Borbone sul trono di Spagna, era nato a Versailles. Invece di ricostruire l’Alcázar, decise di sostituirlo con una residenza di impianto europeo continentale, e affidò il progetto a Filippo Juvarra, l’architetto messinese attivo a Torino, chiamato appositamente a Madrid.
Juvarra morì poco dopo l’arrivo. Il progetto fu ripreso e ridimensionato dal suo allievo Giovanni Battista Sacchetti, che diresse il cantiere della facciata fra il 1738 e il 1755. Più tardi Francesco Sabatini aggiunse ali, scaloni e i giardini che oggi portano il suo nome sul fronte nord.
Il palazzo è costruito con due materiali locali: il granito grigio delle cave di Alpedrete e il calcare bianco di Colmenar de Oreja, la piedra de Colmenar dei conci a vista della facciata principale. Dopo l’incendio si volle un edificio il più possibile a prova di fuoco, con volte in muratura al posto delle grandi strutture lignee.
Il contrasto fra i due materiali (grigio scuro alla base, bianco caldo nelle parti alte) è la caratteristica visiva più riconoscibile dell’edificio, e la ragione per cui la sua immagine cambia sensibilmente con la luce del giorno.
Il Salón del Trono conserva l’affresco che Giovanni Battista Tiepolo dipinse nel 1764, l’Apoteosi della Monarchia Spagnola, sopra pareti rivestite di velluto rosso genovese con bordure rococò in argento dorato ricamate a Napoli.
La Sala Gasparini, realizzata fra il 1764 e il 1770 su disegno di Mattia Gasparini, è l’ambiente più singolare: rococò in chiave chinoiserie, con stucchi intarsiati, sete ricamate in argento e oro e un pavimento in marmo che riprende il disegno del soffitto.
Nella Sala delle Colonne si trova un affresco di Corrado Giaquinto dedicato al Sole che risveglia le forze della natura.
Il palazzo custodisce raccolte che si visitano separatamente dalle sale di rappresentanza. La Real Armería conserva armature e armi appartenute ai sovrani; la Real Farmacia conserva l’attrezzatura e la farmacopea di corte; la Real Cocina, la cucina settecentesca del palazzo, è visitabile solo con formule dedicate.

Il Palazzo Reale non è la residenza abituale della famiglia reale spagnola, ma resta la sede ufficiale per le cerimonie di Stato. È la ragione per cui la visita può essere sospesa senza grande preavviso, un dettaglio che distingue questo edificio da un museo.

Confronta le opzioni e scegli la data